Psicologo AUTOSTIMA Sesto San Giovanni (Milano)

Posta del Benessere: servizio gratuito di consulenza via e-mail (2009-2015); pubblicazione in forma anonima.

“Autostima: una perla preziosa” di Annalisa De Filippo, Psicologa Psicoterapeuta

DELUSIONE AMOROSA: RECUPERARE L’AUTOSTIMA

Gentile dott.ssa,
come posso recuperare l’autostima e la fiducia in me stesso dopo una delusione amorosa? Inoltre sento molto la solitudine, ho spazi vuoti nella giornata e non so come utilizzarli. Grazie mille.

Carissimo,
le relazioni sentimentali sono parte importante della vita in cui è possibile incorrere in delusioni che mettono in discussione l’immagine di sè. Dare un senso alla storia vissuta, rielaborare le emozioni provate e riscoprire le proprie risorse può favorire il superamento del momento difficile causato da una delusione amorosa e incrementare la consapevolezza di sè e dei propri punti di forza. Sentire le giornate vuote e monotone che passano può portare a un senso di tristezza, solitudine e, appunto, di vuoto. Come riempire tali spazi? Potrebbe approfittare di tale tempo per chiedersi cosa le piacerebbe fare e costruirsi così degli spazi personali ove esprimere le sue potenzialità; potrebbe inoltre valutare hobby che favoriscono la socializzazione con altre persone con cui condividere i propri interessi. I migliori auguri.

Dott.ssa Annalisa De Filippo, Psicologa Milano: Sesto San Giovanni (Milano)

PERFEZIONISMO E AUTOSTIMA

Gentile dott.ssa,
le mie difficoltà sono nate al primo anno di università e si trascinano ormai da nove anni. Ho cambiato due corsi di laurea prima della scelta giusta: scienze motorie; ora sto scrivendo la tesi e a breve mi laureo. Ma durante questo lungo percorso mi hanno accompagnata problemi alimentari e di autostima. Il cibo è un pensiero costante, e ogni difficoltà è soffocata da grandi abbuffate e senso di colpa. Mi sono accorta che quando sento l’affetto di qualcuno la mia fame si placa… ma non posso sempre dipendere dall’amore degli altri. Per quanto riguarda l’autostima, ogni esame è una tortura. La paura di avere una preparazione inadeguata alle richieste, mi porta a fare degli approfondimenti improponibili e inutili. Problemi analoghi li riscontro in tutti gli ambiti della mia vita… sono alla continua ricerca della perfezione in tutto e non ammetto imprecisioni nè in quello che faccio io nè in quello che fanno gli altri. Finita la triennale vorrei fare la specialistica, ma temo di ricadere nel solito circolo vizioso… e poi vedermi superata dagli altri che hanno in media cinque anni in meno di me mi fa soffrire: mi sento sempre in ritardo nelle scelte e quindi meno sveglia degli altri, che invece hanno capito subito quale strada avrebbe dovuto prendere la loro vita. Sul lavoro, l’eccessiva ricerca di perfezione mi fa essere severa nei confronti dei miei corsisti. Ho cosi tanto da dare e voglio essere un momento di crescita per loro, non di terrore. E poi è un problema per me perchè non mi permette di sbagliare e crescere. Grazie per l’ascolto.

Carissima,
dalla sua descrizione traspare una buona capacità riflessiva che le sta permettendo di avere consapevolezza di sè: un primo passo importante. Come afferma le sue difficoltà si manifestano con problemi alimentari ed eccessiva ricerca di perfezione, probabilmente ricondubibili a scarsa autostima. Dice: “Quando sento l’affetto di qualcuno la mia fame si placa… ma non posso sempre dipendere dall’amore degli altri”: la prima persona che dovrebbe amarla è se stessa, per quello che è, accettando i suoi limiti e valorizzando le sue risorse; di conseguenza potrà migliorare anche il rapporto con gli altri. Ha trovato la sua strada (in bocca al lupo per la tesi!) e questo potrebbe cercare di viverlo come fonte di soddisfazione indipendentemente dal confronto con gli altri: l’importante è stare bene con se stessi e la sua voglia di pretendere meno da se stessa e dagli altri (perfezionismo) è un primo passo importante. Dice “Io ho cosi tanto da dare… voglio essere per loro un momento di crescita e non di terrore”: provi a partire proprio da questo campo per cercare di essere più flessibile. Piccoli passi giorno dopo giorno affinchè si permetta di “sbagliare e crescere”, perchè in queste parole ha trovato il lato positivo dell’errore ovvero la crescita. Cari auguri.

Dott.ssa Annalisa De Filippo, Psicologa Milano: Sesto San Giovanni (Milano)

AUTOSTIMA BASSA: ANSIE E PAURE

Gentile dott.ssa,
ho quasi vent’anni e vorrei raccontarle un pò di me. Sono cresciuta con dei genitori iperprotettivi, mio padre rispecchia il classico padre-padrone, sin da piccola sono stata viziata, nonostante ciò sono sempre stata una ragazza solare e dolce, non riesco quasi mai a dire no, mi sacrifico spesso per compiacere gli altri. Frequento l’università e ho un fidanzato che mi riempe d’attenzioni. Soffro di ansia prima degli esami universitari e recentemente ho perso uno zio. Mio padre continua a dirmi di trovare un lavoro, io so che è giusto, ma non so perchè mi blocco dinnanzi all’idea di lavorare per la prima volta in vita mia, come se mi sentissi imbranati, timida e penso a quanto eraa bello essere bambina. Non riesco più a concentrarmi quando studio penso continuamente alle mie paure che spesso sono vaghe e indefinite, ho una bassa autostima (nonostante sia sempre stata accusata di vanità e presunzione), so di essere una ragazza graziosa, so di avere molte capacità ma non riesco a tirarle fuori, non so affrontare le situazioni, ho paura delle malattie. Ho un rapporto stranissimo con mio padre, c’è una certa distanza tra me e lui quasi timidezza da parte mia. Vorrei essere più determinata, sicura, affrontare le difficoltà con forza, controllare la mia emotività e la mia ansia. Mi sento bloccata e pessimista e mi nascondo spesso dietro a una maschera sorridente e ottimista. Come posso combattere ansia e paura? Grazie.

Carissima,
come hai riconosciuto l’ansia e le paure che vivi, potrebbero essere riconducibili alla percezione di una bassa autostima che va incrementata al fine di permettere l’espressione delle tue potenzialità. Inoltre sembra presente una difficoltà a mostrarti per quello che sei (“mi nascondo spesso dietro a una maschera sorridente e ottimista”) probabilmente portandoti, a volte, a mettere in primo piano le esigenze degli altri anzichè le tue (“mi sacrifico spesso per compiacere gli altri”): accettarti per quello che sei, potrebbe permetterti di essere più serena con te stessa e con gli altri. Per combattere ansia e paure e superare questa fase di blocco, potrebbe esserti utile un percorso psicologio che ti accompagni nella scoperta delle tue risorse, ponendo attenzione al contesto familiare e relazionale a cui accenni. I migliori auguri.

Dott.ssa Annalisa De Filippo, Psicologa Milano: Sesto San Giovanni (Milano)


AUTOSTIMA BASSA: PAURA NELLE RELAZIONI

Gentile dott.ssa,
ho venti anni e molti problemi di autostima, fobia sociale… non so più cosa fare, sono una ragazza che ha voglia di vivere ma non ci riesce… non ho amici e ho sempre bisogno di parlare con qualcuno ma non so chi… ho il ragazzo… ma con lui non riesco a parlare… ho paura di quello che penserebbe. Mi sento sempre sola e sto un po’ bene solo quando sono con lui ma abito con i miei e lui abita a circa trenta km da me e devo venire a casa ogni tanto. Ho tante preoccupazioni e mi sento davvero sola. Non riesco a parlarne con nessuno. Non so più come fare non voglio andare da uno psicologo, ci sono già andata perchè mi mandavano i miei ma io non so di che parlare, non riesco a parlare dei miei problemi con qualcuno di persona. Grazie.

Carissima,
capisco la difficoltà a parlare di sè e dei propri problemi ma è possibile affrontarla facendo leva sulla motivazione “ho voglia di vivere” “bisogno di parlare con qualcuno”. Dice più volte “non so” “non riesco”. Partiamo da una cosa che dalle sue parole sembra aver chiaro: una sensazione di solitudine che per essere colmata necessita di relazioni con gli altri che per qualche motivo, tra cui forse la scarsa autostima, sono difficili da instaurare. Ma questo non le ha impedito di costruirsi una relazione affettiva: ha un ragazzo, quindi ha già messo in campo delle risorse relazionali che le appartengono. Potrebbe inziare proprio con lui a vincere la difficoltà a parlare di sè fidandosi, una fiducia reciproca in cui l’uno può contare sull’altro senza essere giudicato ma al contrario sostenuto e compreso. Comprendendo e superando il blocco iniziale (“non voglio”) potrebbe valutare la possibilità di rivolgersi ad uno psicologo, facendo dei collegamenti con l’esperienza passata e dando voce al disagio attuale. Dice “non so di che parlare”: sarà il professionista ad accompagnarla e supportarla, avendo possibilità di sperimentare che parlare dei propri problemi con qualcuno senza essere giudicati è possibile, cosi come è possibile stare meglio. Cari auguri.

Dott.ssa Annalisa De Filippo, Psicologa Milano: Sesto San Giovanni (Milano)
 

AUTOSTIMA BASSA: LA CONTINUA RICERCA DI CONFERME

Gentile dott.ssa,
scrivo perchè ho un problema con il mio ragazzo. In passato ho avuto diverse storie una finita per una gelosia estrema di lui, un’altra finita dopo poco per i continui tradimenti di lui e poi sono rimasta single o quasi nel senso che per anni ho avuto relazioni con ragazzi fidanzati sembrava che non riuscissi a trovare altro. Poi è arrivato questo ragazzo, dolcissimo, anche molto timido che non riesce ad esternare facilmente i propri sentimenti e questo me l’ha detto dall’inizio ma nonostante ciò in questi mesi mi ha dimostrato tanto. Il problema è che io ho continuamente bisogno di sentirmi dire che sono l’unica per lui, che desidera solo me, che sono bellissima, la più bella tra tutte le ragazze, e la maggior parte delle volte evito di parlargli di questo perchè so che per gli uomini riempirli di domande è stressante ed io non voglio essere quel tipo di donna. Vorrei essere abbastanza sicura di me per non dover avere bisogno dei suoi complimenti, per pensare che comunque lui preferisce me e sono meglio delle altre.

Carissima,
dalle sue parole traspare un forte bisogno di essere riconosciuta (“ho bisogno di sentirmi dire che sono bella”). Alla base potrebbe esservi una competizione con lei altre donne (“unica” “bellissima, la più bella tra tutte le ragazze” “sono meglio delle altre”) forse, almeno in parte, nata a seguito della storia finita per i continui tradimenti del suo ex e le successive relazioni in cui ha invertito il ruolo (“per anni ho avuto relazioni con ragazzi fidanzati”) probabilmente, inconsapevolmente, non a caso (“sembrava non riuscissi a trovare altro”). Come già riconosce per uscirne potrebbe esser utile “essere abbastanza sicura di me” e, aggiungerei, fidarsi del suo fidanzato. Come fare? Un modo potrebbe essere riconoscere e valorizzare le proprie qualità non solo fisiche ma anche psicologiche e costruire, giorno dopo giorno, una relazione di fiducia basata sulla reciprocità con tale ragazzo, in cui l’uno può essere base sicura per l’altro; condividere le proprie emozioni e le proprie paure (ad esempio lui “non riesce ad esternare facilmente i propri sentimenti e questo me l’ha detto”) sentendosi rassicurati e capiti. I migliori auguri.

Dott.ssa Annalisa De Filippo, Psicologa Milano: Sesto San Giovanni (Milano)

ADOLESCENTE IN CRISI

Gent.le dott.ssa,
sono nella fase dell’adolescenza. Mi sento sola ed esclusa da tutti, credo di non piacere agli altri e penso che loro mi giudichino… io ho questa paura in me stessa…non mi rendo conto se ho tanti amici intorno e non so se mi capiscono. Non riesco neanche a spiegare questa mia tristezza. Mi guardo intorno e vedo che tutti sono felici, io sono forse l’unica “scema” che ha così tanti problemi… sono bassa, molte volte mi vedo brutta, mi sento antipatica ma la cosa peggiore è che non credo in me stessa e quindi davanti agli altri mi scoraggio facilmente e poi alla fine se mi chiedono qualcosa balbetto (cosa che io normalmente non faccio mai) litigo con i miei genitori, vorrei qualcuno con cui sfogarmi. La scuola… uno schifo completo… all’inizio ero una tra le più brave ma ora… sono peggio di un asino. Non so come rimediare alle interrogazioni anche se studio 6 e sottolineo 6 ore, non parlo, sono una vera idiota. Come faccio a rimediare da questo inferno?

Carissima,
il non credere in te stessa, il vederti brutta e il sentirti antipatica possono ricondursi alla percezione di una bassa autostima che avrebbe bisogno di essere incrementata affinchè tu possa essere più serena non solo nel rapporto con te stessa ma anche nel rapporto con gli altri. Invece di pensare a cosa non ti piace di te, prova a pensare a cosa ti piace di te… e cerca di valorizzarlo! Questo mettersi in discussione, questa tristezza indefinita, i litigi con i genitori sono tipici dell’adolescenza e non devi sentirti “scema” per questo. E’ una fase importante e difficile della tua vita, ci saranno momenti tristi ma anche felici che ti porteranno a costruire la tua identità, e non dimenticarti che hai il supporto delle persone che ti stanno accanto, anche se forse ora non te ne rendi conto. La scuola è un ambito in cui probabilmente stai manifestando il tuo malessere: all’inizio eri una delle più brave… poi cosa è successo? Prova a riflettere per comprendere quali cambiamenti sono avvenuti.  Studiare e voler andar bene, sono segni da valorizzare perchè implicano che hai buona volontà e hai le risorse per farcela. Potresti regalarti un libro sull’adolescenza da leggere, scegliendo quello che senti più vicino a te! Cari auguri.

Dott.ssa Annalisa De Filippo, Psicologa Milano: Sesto San Giovanni (Milano)

VERSO L’AUTONOMIA

Gent.le dott.ssa,
sono un ragazzo di 22 anni e fino a un anno fa i miei genitori hanno voluto decidere per me, dandomi un’educazione troppo rigida. Hanno capito che esageravano, cosi hanno deciso di lasciarmi vivere, solo che ora non riesco più a prendere una decisione in maniera autonoma: prima avevo tutti successi (con i miei genitori) ora invece ho tutti fallimenti perchè non so combattere gli ostacoli. La mia autostima è alle fosse, non so più cosa voglio dalla vita e sono insicuro. Voglio uscirne…

Carissimo,
essere consapevoli delle proprie difficoltà è un primo passo importante. Come lei accenna, il passaggio all’ “autonomia” è stato forse brusco e si è ritrovato in uno stato di disorientamento (“non so più cosa voglio e sono insicuro“) passando da successi a fallimenti con ripercussioni sulla sua autostima. Come uscirne? L’obiettivo principale è la riscoperta delle sue potenzialità e risorse, dando un obiettivo significativo alla sua vita in accordo con le sue affinità e capacità. Potrebbe iniziare leggendo un libro sull’autostima al fine di trovare spunti di riflessione per conoscersi meglio, scoprire i suoi punti di forza e realizzare la sua identità. I migliori auguri.

Dott.ssa Annalisa De Filippo, Psicologa Milano: Sesto San Giovanni (Milano)

 

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